test finale

Form PDF compilabili

Uno tra i compiti più comuni che normalmente si svolgono negli uffici è la preparare moduli (o form) nel formato PDF, stamparli, consegnarli o spedirli agli utenti perché li compilino e li rispediscano indietro.

Grazie alla posta elettronica l’invio e ricezione dei moduli è una pratica abbastanza rapida, ma comunque può essere laborioso, infatti, gli utenti destinatari dovranno scaricarlo, stamparlo, compilarlo, scansionarlo e infine rispedirlo.

E’ possibile però realizzare un form PDF compilabile facilmente e utilizzando il programma opensource LibreOffice Writer, il migliore programma libero per la produzione di documenti di testo, ed in particolare il suo componente Controlli per il formulario, con il quale è possibile inserire nel documento campi modificabili in maniera semplice anche grazie alle procedure guidate.

Si parte realizzando un documento con LibreOffice Writer, inserendo i paragrafi che dovranno essere presenti, con la sola accortezza di lasciare degli spazi vuoti in cui inserire i campi del modulo.

Le tipologie dei caselle disponibili per essere inseriti in un documento di Writer sono numerosi, e si inseriscono nel documento tramite il menu Inserisci, Controlli per formulario. Se dobbiamo, solo per esempio, inserire una semplice casella di testo, il campo da utilizzare è Casella di testo.

Caselle di controllo utilizzabili

I campi di testo possono essere disegnati in una zona qualsiasi del documento, si possono modificare le proprietà (larghezza, altezza, tipo e dimensione del carattere, formato e colore dello sfondo del campo e molto altro) facendo clic sul campo che ci interessa con il tasto destro del mouse. Nel caso di un Campo data, è possibile scegliere il formato della data, impostare un intervallo minimo e massimo di date o una data predefinita.

Attributi modificabili della Casella data

E’ consigliato ancorare i campi al testo corrispondente, in questo modo se si modifica il testo, il campo lo seguirà come se facesse parte del testo.

Si possono naturalmente inserire anche Pulsanti di scelta e Caselle di controllo, rispettivamente le caselle di scelta rotonde oppure quadrate. La differenza principale tra le caselle rotonde una volta selezionate non si possono deselezionare, mentre nelle caselle quadrate il segno di spunta può essere messo e rimosso.

Una volta terminato completato il modulo, il passo successivo è l’esportazione nel formato PDF, utilizzando il menu File, Esporta in PDF.
E’ fondamentale che sia presente il segno di spunta in corrispondenza della voce Crea formulario PDF.

A questo punto il form PDF è pronto per essere aperto con un lettore di PDF qualsiasi. Alcuni visualizzatori di PDF ci avviseranno che nel documento sono presenti dei moduli, dovremo quindi fare clic su Mostra moduli per poterlo compilare.


E’ possibile ora inserire i dati richiesti e una volta terminato, è sufficiente stampare il modulo con l’opzione Stampa su file (PDF) per ottenere un documento pronto per essere inviato.

Infine se si dovessero apportare modifiche al documento contenente il modulo, si dovrà aprire il file con LibreOffice Writer, fare clic su Visualizza, Barre degli strumenti, Struttura del formulario e fare clic su Attiva/Disattiva il modo struttura.

Naturalmente è possibile inserire nel form anche dati già pronti con una Casella di riepilogo (per esempio le sigle delle province italiane, i Codici di avviamento postale o un elenco delle mansioni all’interno di una organizzazione ecc.) e provenienti da elenchi realizzati magari con LibreOffice Calc.

Dovremo in questo caso creare un piccolo database con LibreOffice Base e utilizzando la procedura guidata inserire i dati necessari in una tabella.

In un prossimo articolo affronteremo anche questo tema per realizzare form PDF compilabili sempre più completi e adatti alle nostre esigenze.

login password

World Password Day 2017

Il primo giovedì di maggio di ogni anno è stato ufficialmente dichiarato World Password Day, giornata per sensibilizzare maggiormente gli utenti sull’importanza di scegliere password efficaci e soprattutto sicure.
Quest’anno è capitato ieri 4 maggio.

In un recente sondaggio commissionato della nota azienda McAfee fanno impressione alcuni dati secondo cui il 37% degli utenti trascrive su un foglio di carta le proprie password; il 54% possiede almeno un dispositivo senza alcuna protezione per l’accesso.
Sempre secondo il sondaggio, al momento di creare creare una password, il 46% degli intervistati afferma che la propria principale preoccupazione sia l’efficacia della password, mentre il 34% è più interessato a che sia semplice da ricordare.

Desta preoccupazione infine il dato seconda il quale il 59% degli intervistati si è dichiarato disponibile alla condivisione delle proprie password con gli altri, specialmente nella fascia di età compresa tra i 18 e 24 con la percentuale che arriva a toccare il 69%.
Nel ribadire l’importanza di una prima linea di difesa dei propri dati personali e dei propri dati memorizzati in computer o dispositivi mobili, ecco alcuni semplici consigli per ottenere password sicure ed efficaci.

Creare password forti

Le password forti devono essere composte da almeno otto caratteri, combinando un mix di lettere maiuscole, lettere minuscole, numeri e simboli.
Più le password sono complesse, più difficile sarà violarle.
Sono da evitare l’utilizzo di nomi personali o di parenti, date di nascita o di compleanno, parole di senso compiuto. presenti nei dizionari. Evitare infine, password comuni e facili da indovinare come “12345” o “password” sempre purtroppo in cima alle classifiche di password maggiormente utilizzate.

Utilizzare password differenti per ogni account

L’utilizzo di una password diversa per ogni account online è importante perché, se condividi le password in tutti gli account, è possibile utilizzare una password compromessa per accedere a un altro account. Ciò è particolarmente importante per quanto riguarda i conti bancari online e finanziari. E’ importante inoltre cambiare con una certa frequenza la password.

Utilizzare un gestore di password

Programmi di gestione delle password, aiutare a memorizzare più password e spesso in modo crittografato, e facilitano le operazioni accesso. Solitamente basta ricordarsi una una password principale per poter accedere facilmente alle password memorizzate.

Utilizzare l’autenticazione a più fattori

Con l’autenticazione multifattore è possibile raggiungere un livello di protezione superiore rispetto alla password standard.
Rispondere ad una domanda di sicurezza, immettere un codice univoco o utilizzare uno scanner di impronte digitali, porta molti vantaggi, tra cui una maggiore sicurezza e un più facile accesso ai propri account online.

Pensiamoci un po’ di più a questo aspetto della sicurezza personale e dei propri dati troppo spesso sottovalutato e fonte di potenziali problemi se non gestito con un po’ di consapevolezza e proviamo a cambiare fin da oggi il nostro atteggiamento mentale.

Windows 10 accesso

Rimuovere la password di accesso in Windows 10

Con l’intenzione di fornire un maggiore livello di sicurezza e protezione dei dati personali, Microsoft richiede di inserire la password dell’utente ad ogni avvio di Windows 10.

In molti però non gradiscono (o ritengono una seccatura) dover inserire la password ad ogni accesso anche se, ribadisco, è la prima forma di difesa della sicurezza dell’utente e dei propri dati.

Windows 10 accesso

Vediamo quindi come rimuovere la password all’avvio di Windows 10 facilmente e con pochi clic seguendo gli step indicati

1. Nel campo di ricerca di Windows 10 digitiamo netplwiz (1) e facciamo clic su netplwiz (2).

Windows 10 eliminare password accesso
2. Ora basta levare il segno di spunta dalla voce Per utilizzare questo computer è necessario che l’utente immetta il nome e la password e fare clic su Applica.

Rimuovi flag

3. Nella schermata successiva inserire (per l’ultima volta) la propria password.

rimuovi password accesso Windows 10
4. Infine fare clic su OK.

Ora bisogna verificare che anche dalla ripresa del lavoro dopo l’attivazione dello screen-saver non si debba inserire la password di accesso.

5. Nel campo di ricerca di Windows 10 digitiamo ora screen saver (3) e facciamo clic su Cambia screen saver (4).

verifica screen saver Windows 10
6. Verifichiamo che non sia presente  il segno di spunta nel campo indicato dalla freccia, eventualmente si deve rimuoverlo.

 finestra screensaver Windows 10

Ora basta riavviare il nostro pc e al successivo riavvio l’accesso al proprio account in Windows 10 sarà diretto e di conseguenza accessibile a chiunque in nostra assenza.

sicurezza dei dati

Proteggere il proprio dispositivo Android: 10 cose da fare e da non fare

Siete preoccupati sul reale livello di sicurezza da intrusioni dei vostri dispositivi mobili?

C’è da dire che di per sé, Android è una piattaforma abbastanza sicura. Ma qualsiasi apparecchiatura collegata ad una rete non è sicura al 100%. Ciò significa che spetta al proprietario e utente metterci del suo per aumentare il livello di sicurezza, altrimenti si può correre il rischio di consegnare le informazioni presenti a potenziali malintenzionati.

Non prendere le giusta misure di sicurezza con i dati presenti nei vostri dispositivi mobili è come tenere la propria borsa o il proprio portafogli in bella vista mentre si cammina in un luogo affollato. Potremmo passarla liscia o qualcuno potrebbe allungare le mani e portarci via i beni contenuti, quanto siamo disponibili a rischiare? Anche perché gli strumenti a disposizione di coloro che ci possono derubare di informazioni, denaro o di entrambi, sono sempre più sofisticati e i metodi sempre più raffinati.
Cosa si può fare per proteggere il vostro dispositivo Android? Magari mettere in pratica qualcuno di questi 10 consigli, alcuni molto semplici, ma tutti comunque importanti.

Procediamo quindi

1. Utilizzare password complesse

Per ogni singolo dispositivo e per ogni cosa. Dalla schermata di blocco all’account di posta elettronica, alle credenziali di accesso delle App. Nessuna password dovrebbe essere semplice da ricordare o inserire. L’avrete sicuramente sentito innumerevoli volte, ma va sempre ripetuto e messo in testa alle cose da fare.
Per prima cosa non avere una password di blocco del display non dovrebbe nemmeno essere considerata come opzionale, in secondo luogo, non utilizzare mai una password semplice per questa prima linea di difesa. Rendete questa password (o il PIN) il più complicato possibile, sarà più difficile per i malintenzionati raggiungere i vostri dati.

2. Utilizzare l’autenticazione a due fattori

Google, Facebook, Amazon (e molti molti altri) offrono l’autenticazione a due fattori. Utilizzare questo livello di sicurezza su ogni servizio dovrebbe essere “di serie” e non un “optional”. La violazione di questi account potrebbe portare a conseguenze anche gravi e serie. Si potrebbe subire il furto di denaro, si potrebbero perdere gli amici, si potrebbero perdere informazioni. Con l’autenticazione a due fattori si aggiunge un ulteriore livello di sicurezza al proprio account in quanto sarà possibile accedervi solo sommando un elemento noto (la propria password) ad un elemento che si possiede (un codice inviato al proprio smartfone), e non è difficile da attivare e mettere in pratica.

3. Cifrare il dispositivo

Cifrando il dispositivo si assisterà a un leggero decadimento delle prestazioni ma la maggiore sicurezza raggiunta ne sarà sicuramente valsa la pena. Una volta crittografato il dispositivo, si aggiungerà una password richiesta extra (durante l’avvio), procedura che non può essere aggirata. Se si acquista un nuovo dispositivo Android (con installato Marshmallow), si sta già utilizzando la completa crittografia del dispositivo. Per scoprire se il vostro dispositivo è crittografato, basta andare in Impostazioni | Sicurezza e cercare la sezione di crittografia. Se è elencato come crittografato, si è a posto.

4. Utilizzare un gestore di password

Non si dovrebbe permettere alle applicazioni di salvare la password per voi, a meno che l’applicazione sia stata progettata specificamente per il salvataggio delle password. L’ultima cosa da fare è avere tutte le password memorizzate nella cache sul proprio dispositivo mobile. Se si perde il dispositivo (o se viene rubato), tutte le password sono disponibili per essere prese e utilizzate. Invece di salvare le password nel dispositivo, utilizzate un solido gestore di password da scegliere nello store e anche in questo caso il piccolo prezzo pagato sarà ricompensato dal maggiore livello di sicurezza raggiunto.

5. Installare gli aggiornamenti

Se le App sono continuamente aggiornate non è solo perché sono state introdotte nuove caratteristiche, ma anche e soprattutto perché vengono risolti i problemi di sicurezza riscontrati. Se invece non ci si preoccupa di aggiornare le applicazioni, è come lasciare aperte delle falle di sicurezza che potrebbero portare a conseguenze anche gravi. Si deve sempre installare gli aggiornamenti delle applicazioni, più tempo si aspetta, più a lungo il dispositivo può essere vulnerabile.

6. Bloccare le applicazioni

Ci sono applicazioni nel Play Store di Google che consentono di proteggere altre applicazioni con una password. Questo significa che è possibile scegliere quali applicazioni si desiderano proteggere con password. Una volta protette, queste applicazioni possono essere aperti solo dopo aver inserito la password richiesta. No password, no App. Una delle applicazioni più efficaci è AppLock. E’ affidabile, facile da usare, gratuita, e fa il proprio lavoro senza distrazioni.

7. Gestire le autorizzazioni delle App

Grazie ad Android Marshmallow, la gestione delle autorizzazioni App è nelle mani dell’utente finale. Questo significa che è possibile rimuovere l’autorizzazione a una App, per esempio, di  accedere al microfono del dispositivo o alla macchina fotografica. Ad esempio, non si vuole che Facebook conosca la propria posizione. E’ possibile disabilitare questa funzione particolare della App. Per fare questo, vai a Impostazioni | Applicazioni e fare tap sull’icona ingranaggio, fare tap su Autorizzazioni App. Il sistema è semplice e fa un grande lavoro di abilita l’utente. Basta fare in modo di non disabilitare le autorizzazioni per le applicazioni di sistema (che sono nascosti, per impostazione predefinita, nella finestra Permissions Manager).

8. Non utilizzare reti Wi-Fi aperte

Se ci si trova in un locale pubblico o in un luogo in cui è presente una rete wireless non è protetta da password non è sicuro utilizzarla, soprattutto in caso di trasmissione di dati personali o sensibili (acquisti ob-line, home banking). Se proprio ci fossero alternative, è conveniente utilizzare uno dei tanti servizi VPN disponibili. Questo tipo di connessione protetta crea un un “tunnel” in cui i dati verranno crittografati e saranno molto più difficili da intercettare.

9. Non installare applicazioni di terze parti

Si potrebbe essere tentati di installare quella App di che compare in un banner senza passare attraverso lo Store. Meglio non farlo. Questa applicazione potrebbe contenere tra le righe di codice un malware pericoloso che potrebbe, per esempio, carpire le informazioni sensibili. E’ meglio limitarsi alle sole installazioni di App tramite Google Play Store. E comunque leggere le recensioni della App presenti prima di installarla, i pochi minuti impiegati a controllare potrebbero essere stati spesi bene.

10. Utilizzare la funzione guest account

Quando consegnare il dispositivo a un altro utente (per qualsiasi motivo), utilizzare la funzione di guest account (account ospite). Per abilitare questa funzione si tira verso il basso l’area notifiche (con Marshmallow, è necessario farlo due volte), si vedrà una piccola icona che rappresenta il proprio account utente. Si deve fare tap sull’icona e a questo punto sarà possibile aggiungere un utente guest (ospite). Una volta aggiunto l’utente guest, quando si dovrà prestare il proprio device, basterà toccare l’icona guest per attivare questa funzione. In questo modo l’utente ospite non sarà in grado di accedere ai dati presenti nel nostro device.

Concludendo

Con un po’ di aiuto e soprattutto un po’ più di attenzione, il proprio dispositivo Android potrà raggiungere un livello di sicurezza molto maggiore rispetto al momento dell’acquisto. Anche se non si è esperti di sicurezza sarà possibile evitare la perdita dei dati presenti nel proprio dispositivo mettendo in pratica questi semplici suggerimenti.

logo linux mint

Linux Mint 18 Sarah

Lo scorso giovedì 20 giugno, è stata rilasciata la nuova release della distribuzione Linux Mint 18, nome in codice Sarah, nelle versioni Cinnamon, Mate, Xfce e KDE, tutte basate su Ubuntu 16.04 e che, essendo distribuzioni LTS (Long Term Support), potranno contare sul supporto fino al 2021 con aggiornamenti e patch di sicurezza.

Questa nuova versione viene distribuita con le nuove versioni aggiornate dei pacchetti software, la versione 4.4 del Kernel e numerosi miglioramenti e nuove caratteristiche per rendere il vostro desktop ancora più facile e confortevole da utilizzare.

E’ naturalmente possibile scaricare liberamente Linux Mint 18 nelle versioni a 32 o 64 bit con desktop Cinnamon, Mate, Xfce e KDE a questo indirizzo.>/font>

test finale

Prove Invalsi con Software Libero

prove invalsi Le prove INVALSI sono i test elaborati dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione.
In una maschera costruita solamente per Microsoft Excel permette l’inserimento delle risposte e la generazione di un file di testo, da inviare successivamente ad Invalsi affinché venga rielaborato per le statistiche di competenza.
Per i sempre più numerosi istituti scolastici che hanno adottato Software Libero (LibreOffice per esempio), al posto di soluzioni proprietarie è disponibile da due anni una maschera scritta in linguaggio Java e utilizzabile naturalmente sia nelle varie versioni del sistema operativo Microsoft che nei sistemi operativi liberi Linux.

Per poter avere a disposizione la maschera Java le scuole devono scrivere una mail alla casella di posta predisposta per la comunicazione con INVALSI (prove@invalsi.it) e potranno quindi trovare la maschera disponibile per il download nella loro area prove il giorno della somministrazione.
Peccato che questa soluzione non sia pubblicizzata sufficientemente e solo tramite il passaparola nei social network o nelle mailing list, molti istituti ne sono venuti a conoscenza.

A questo indirizzo potrete leggere e far leggere a insegnanti e dirigenti scolastici, l’articolo completo di Paolo Mauri e Matteo Ruffoni, con indicate le soluzioni per utilizzare la maschera Java con software libero.

LibreOffice 5.3

LibreOffice nuova versione 5.3

The Document Foundation annuncia il nuovo LibreOffice 5.3

E’ stata rilasciate la nuova versione 5.3 della famosa suite di office-automation LibreOffice multipiattaforma e disponibile per Windows, macOS, Gnu/Linux e per la prima volta anche per il cloud privato.
Questa ultima versione rappresenta un ulteriore passo in avanti nell’evoluzione di LibreOffice offrendo nuove funzionalità e introducendo una lunga serie di miglioramenti rendendo la suite maggiormente stabile, interoperabile e ancor più “user friendly”.
Fra le nuove funzionalità introdotte spicca un nuovo motore multipiattaforma per visualizzare il testo che utilizza HarfBuzz e che rende omogenei i documenti realizzati con differenti sistemi operativi, lingue e alfabeti, sono stati migliorati i filtri di importazione/esportazione verso i nuovi formati dei documenti Microsoft Office, un menù guida rivisitato con nuovi collegamenti rapidi alle guide utente e ai forum di supporto della comunità.
A questo indirizzo è disponibile un video che illustra le principali nuove funzioni introdotte.
Salta subito agli occhi la nuova e più moderna interfaccia grafica denominata MUFFIN (My User Friendly & Flexible Interface), attivabile opzionalmente, che permetterà agli utenti di LibreOffice che lavorano su diverse piattaforme hardware anche con differenti dimensioni e risoluzioni del display, di avere una interfaccia utente ottimizzata per sfruttare al meglio ogni tipo di display.

LibreOffice Writer

Sono stati introdotti gli Stili di Tabella, nella Barra Laterale è stata aggiunta la scheda Pagina, per configurare i parametri della pagina dover accedere a una finestra di dialogo separata, una nuova finestra Vai a Pagina per spostarsi velocemente all’interno di documenti di grandi dimensioni.
A questo indirizzo è disponibile un video che illustra le principali nuove funzioni introdotte in Writer.

LibreOffice Calc

Calc fornisce un nuovo set di stili di cella predefiniti, e la nuova casella per la digitazione del testo permette di ridurre il numero delle funzioni ricercate e trovare più rapidamente quella voluta.
A questo indirizzo è disponibile un video che illustra le principali nuove funzioni introdotte in Calc.

LibreOffice Impress

In Impress all’apertura del programma, ora per un avvio più rapido, viene mostrata la finestra di selezione dei modelli, mentre quando si inserisce una immagine in una slide, è possibile “linkare” l’immagine al posto di incollarla all’interno della slide, in modalità diapositiva, le proprietà di scorrimento sono disponibili nella Barra Laterale evitando di ricorrere al menù.
A questo indirizzo è disponibile un video che illustra le principali nuove funzioni introdotte in Impress.

Infine a questo indirizzo è possibile scaricare liberamente la nuova LibreOffice 5.3 per Windows, macOS e Linux e, per chi non l’ha ancora fatto, installarlo nel vostro PC per scoprire tutta la bontà di questa suite di office-automation che si è imposta come la migliore alternativa libera ai prodotti chiusi e proprietari di Microsoft.

password safety

Le password più utilizzate nel 2016

E’ stato pubblicato recentemente uno studio della società Keeper sulle password maggiormente utilizzate nel 2016 e di fronte a questi risultati sono doverose alcune serie riflessioni.
Salta subito all’occhio che in quasi il 17% dei casi presi in esame, gli utenti utilizzano “123456” come password per accedere al proprio account.
Ma ancor più grave è il fatto che molti gestori di siti Web non siano in grado mettere in campo pratiche di sicurezza della password migliori e maggiormente efficaci per tutelare i loro clienti.
Lo studio è basato su 10 milioni di password rese pubbliche dopo violazioni di account accaduti nel 2016 e sono da evidenziare alcune considerazioni.
L’elenco di password maggiormente utilizzate sono cambiate pochissimo nel corso degli ultimi anni.

Ecco la situazione nel 2015 e nel 2014.

Questo significa che l’educazione informatica degli utenti ha grossi limiti. Mentre nella maggior parte degli utenti è in aumento la consapevolezza di quali rischi si possono correre utilizzando password semplici, resiste ancora una consistente minoranza che non fa nessuno sforzo per proteggere se stessi e i propri account.
Gli amministratori e gli operatori della sicurezza dei siti Web dovrebbero imporre agli utenti regole maggiormente restrittive nella scelta delle password.
Quattro delle prime 10 password della lista (e sette delle prime 15) sono composte da sei caratteri o meno.

Questo è sorprendente alla luce del fatto che metodi di furto di password tramite attacchi “forza bruta” sono in grado di decodificare le password in pochi secondi.
Anche in questo caso una parte di colpa ricade sugli operatori dei siti Web che permettono questi metodi di protezione davvero fragili.
Anche la presenza di password come “1q2w3e4r” e “123qwe” sembrano indicare i tentativi di alcuni utenti di utilizzare modelli di password imprevedibili per proteggere i loro account.
Nella migliore delle ipotesi, la pigrizia ha vinto sui loro sforzi ancora troppo deboli.
Esistono tipologie di attacchi alle password basato su dizionari che cercano le principali variazioni sequenziali, impiegando pochi secondi per portare a termine il furto di password.
I fornitori (provider) di posta elettronica infine non sembrano mettere in campo le misure necessarie per impedire l’uso dei loro servizi a spammer.

Alcuni esperti di sicurezza ritengono che la presenza nella lista di password apparentemente casuali come “18atcskd2w” e “3rjs1la7qe” stanno a indicare che questi account di posta elettronica con da queste password ripetute, sono stati creati appositamente per attività fraudolente di spam o attacchi di phishing.
I provider di posta elettronica dovrebbero segnalare ripetizioni di password di questo tipo e segnalare o identificare i soggetti dietro a questo account.
Siamo d’accordo sul fatto che la maggioranza degli utenti rifiuta a priori di utilizzare password complesse, anche se dovrebbe essere loro interesse farlo, ma la responsabilità maggiore ricade sui proprietari di siti Web che non riescono a far rispettare le politiche di base per creare password più efficaci e meno vulnerabili.
Non è difficile da fare, gli strumenti ci sono, ma l’elenco chiarisce che molti ancora non se ne preoccupano affatto.